Anatocismo Bancario: la consulta boccia la norma salva-banche

Con la Sentenza n° 78 del 2 Aprile 2012, si riapre la possibilità per chi è rimasto “vittima” dell’anatocismo bancario di fare ricorso contro le banche per richiederne il rimborso.

Infatti la Corte Costituzionale ha bocciato la norma “salva-banche” inserita nel decreto legge Milleproroghe 2010 dichiarandola incostituzionale in quanto viola l’art. 3 della Costituzione:

Facendo retroagire la disciplina in esso prevista, non rispetta i principi generali, eguaglianza e ragionevolezza

ma anche l’art. 117 della Costituzione come si legge nella Sentenza

Non è dato ravvisare quale sarebbero i motivi imperativi di i nteressi generale idoneo a giustificare l’effetto retroattivo.

In precedenza, la Corte dei Conti si era già pronunciata stabilendo che, il cliente vittima di Anatocismo, aveva il diritto di chiedere il rimborso degli interessi anatocistici entro 10 anni dalla chiusura del conto. Il decreto salva-banche invece stabiliva che la scadenza dei 10 anni scattava dal giorno di registrazione contabile dell’addebito illegittimo, ed in pratica siccome l’ Anatocismo è vietato dal 2000, non si poteva piu chiedere il rimborso.

Fino alla sentenza n° 78 del 2 Aprile 2012 dove la consulta dichiara incostituzionale il decreto salva-banche.

Vai alla Sentenza n° 78 del 2 Aprile 2012