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Anatocismo

Anatocismo: cos’è, cosa significa e come può influire sull’importo della rata

Anatocismo: il calcolo degli interessi sugli interessi già maturati su una somma dovuta

Di seguito sono illustrate in dettaglio le novità introdotte in materia di anatocismo e di calcolo degli interessi nelle operazioni bancarie.

Anatocismo, significato e definizione

Cosa si intende per anatocismo bancario? Un termine che può apparire altisonante e complicato per i non addetti ai lavori o i non avvezzi a contrarre mutui, prestiti e finanziamenti. Tuttavia, il concetto è abbastanza semplice e può essere spiegato in termini molto fruibili e trasparenti.

Anatocismo, cos’è?

anatocismo
Estratto Conto

Il termine “anatocismo” deriva dal greco “ana” e “tokionos”, Cioè “di nuovo” e “usura”. Infatti si definisce così la somma degli interessi scaduti e non pagati sui quali si vanno a formare ulteriori interessi dovuti.

Un classico esempio di anatocismo è dato dagli interessi passivi dei mutui. O di quelli attivi sui conti di deposito. In poche parole, l’interesse maturato nel corso di un anno e non pagato va ad accumularsi al capitale. Si “capitalizza”! Così i prossimi interessi verranno calcolati non più sul capitale originale ma sul capitale addizionato degli interessi. E, naturalmente, il dovuto risulterà maggiore.

E’ una pratica legale?

L’anatocismo bancario è disciplinato dall’articolo 1283 c.c. . Che, di fatto, ne vieta la messa in pratica. L’interpretabilità dell’articolo, però, è data dalle tre eccezioni.

  • Una decreto ingiuntivo. A carico di una somma formata sia da capitale che da interessi non pagati, che diventa unico capitale.
  • Sulla mora. Quindi, in caso di ritardi nei pagamenti, anche gli interessi non corrisposti contribuiscono ad incrementare il capitale e far salire esponenzialmente il coefficiente mensile di interesse.
  • La mancanza di uso contrario. Questa specifica eccezione vieta di capitalizzare gli interessi trimestralmente. Prevede che gli interessi non pagati possano andare a pesare sul capitale al 31 dicembre, dovendo essere pagati il 1° marzo. In parole semplici, concedere la capitalizzazione degli interessi non pagati annualmente consente al debitore di utilizzare parte del nuovo capitale per “prendere a prestito” denaro. Questo potrà essere usato per saldare gli interessi accumulati.

Di fatto, alla luce delle ultime interpretazioni della giurisprudenza e della modifica del TUB (Testo Unico Bancario) con D.Lgs 385/1993 articolo 20, l’applicazione di anatocismo è sostanzialmente diventata una pratica illegittima. A meno che non si tratti di capitalizzare la mora annuale.

Il divieto di anatocismo

E’ importante sapere cos’è l’anatocismo. Ancora più importante è sapere che per tutte le operazioni bancarie le nuove regole vietano qualsiasi forma di produzione di interessi sugli interessi dovuti dal cliente alla banca.

Le nuove regole sull’anatocismo non cambiano il regime degli interessi di mora. Ossia quelli previsti se il cliente non paga quanto dovuto alla scadenza prevista dal contratto. Ad esempio, in caso di mancato pagamento della rata di un mutuo o di un altro finanziamento. Per il calcolo e il pagamento di questi interessi si continua a fare riferimento a quanto stabilito dal contratto e dalle norme del Codice Civile.

La trasparenza

Fondamentale, ai fini di una corretta interpretazione dei propri saldi verso l’Istituto di Credito, la trasparenza della rendicontazione. Nel corso degli anni abbiamo assistito a diversi cambiamenti che riguardano i resoconti bancari. Questi ultimi sono sempre più ricchi, dettagliati e particolareggiati.

Gli interessi devono essere specificati. Se capitalizzati, questo deve essere segnalato. In quanto, data la nuova interpretazione del 1283 Codice Civile e le ultime sentenze della Cassazione in materia, i clienti che hanno subito un anatocismo ingiustificato hanno diritto al rimborso della somma pagata.

Come si può controllare?

Chiunque sia in possesso di un conto corrente bancario, o di una pratica attiva di mutuo o finanziamento, ha il diritto di ricevere una rendicontazione trimestrale. In questo documento devono apparire, chiaramente e tabularmente, i seguenti dati:

  • capitale;
  • tasso di interesse;
  • eventuale scoperto tanto di capitale quanto di interesse.

Per dirla in parole semplici. Se “si va in rosso” è necessario che sull’estratto conto sia segnalato lo scoperto. Affiancato dalla percentuale e dalla somma in euro degli interessi che lo questo provoca. Stessa cosa nel caso di un mancato pagamento, o ritardo, di una rata di mutuo o prestito.

Tale cifra non deve essere capitalizzata nel trimestre successivo. Ma al 31 dicembre dell’anno corrente. E va saldata entro il primo giorno di marzo di quello successivo. Se ci si accorge di una scorrettezza da parte della Banca, che implementa il capitale degli interessi non corrisposti già dal trimestre successivo, è possibile intentare ricorso. E pretendere la restituzione del pagato.

Come ci si deve comportare se si è vittime di anatocismo bancario

E’  molto importante prestare attenzione a tutti i documenti che la Banca invia. Si tratta, generalmente, di rendicontazioni trimestrali. Che dovrebbero garantire la trasparenza e la facilità di decodificazione ma non sempre è così.

Chiedere una consulenza da parte di un Commercialista o un Avvocato può essere illuminante in tal senso. Per assicurarsi che l’Istituto di Credito stia trattando la propria pratica con la dovuta correttezza. In caso non fosse così, con l’aiuto di un legale, è possibile fare causa. Chiedere, e ottenere, il rimborso della somma di interessi maturati e pagati sull’anatocismo.

Un interesse composto

Un’altra informazione molto utile è quella sulla terminologia tecnica. Difficilmente potrà comparire la parola “anatocismo” sugli estratti conto. Ci si potrebbe, però, imbattere nella dicitura “interesse composto“.

E’ bene sapere che l’anatocismo bancario è esattamente questo! Un interesse composto. In quanto si tratta degli interessi calcolati sul capitale addizionato degli interessi corretti non pagati.

Facciamo un esempio

CAPITALEINTERESSESOMMA A DEBITOTOTALE INTERESSI
10001%101010
10101%102020 (10 CAPITALIZZATI 10 MATURATI)
10201%103030 (20 CAPITALIZZATI 10 MATURATI)

E’ facile comprendere come la capitalizzazione di un interesse, anche minimo, possa influire in maniera significativa sulla somma totale di interessi ulteriori da pagare. Il tasso di interesse, pur restando quello pattuito, genera debiti non allineati al contratto stipulato e firmato con la Banca.

Proprio perché non vengono più calcolati sulla cifra originaria! Ma su una somma che, trimestre dopo trimestre, diventa variabile. Facendo così aumentare, inevitabilmente, la rata da corrispondere.

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Interessi

Chi può inoltrare ricorso alla Banca come vittima di anatocismo?

Dal 1-07-2000 è in vigore una norma che permette la capitalizzazione trimestrale. A patto che gli interessi a debito vengano bilanciati con quelli a credito. Per controllare che i calcoli siano corretti è importante richiedere, se vi è dubbio, una verifica tecnica. Questa può effettuarla un Dottore Commercialista.

E per tutti i conteggi ante 2000? Ossia fino al 31-12-1999? Cioè laddove la giurisprudenza proibiva questa tipologia di capitalizzazione? Con la documentazione completa alla mano ci si può rivolgere a uno studio legale. Richiedere la revisione dei conti e il recupero dei pagamenti non dovuti.

Naturalmente, per conti correnti e pratiche esistenti da prima dell’anno 2000, sarà necessario anche valutare un’altra cosa. Cioè quanto i calcoli antecedenti a tale data hanno poi influito sui calcoli successivi.

In tutto questo va tenuto anche conto del fatto che, con o senza applicazione di interesse composto, il tasso complessivo di interesse a debito non deve mai superare quelle che sono definite le “soglie usura“.

IMPORTANTE

Se si pensa di essere vittime di anatocismo e si desidera fare una verifica ed, eventualmente, richiedere il rimborso, è fondamentale e necessario essere in possesso di tutta la documentazione relativa alla pratica bancaria o al conto corrente in oggetto. Anche la Banca, laddove ritenesse legittima l’applicazione di interessi composti, dovrà presentare adeguata documentazione. Che provi quanto sostiene.

Solo mostrando tale rendicontazione sarà possibile calcolare correttamente il rapporto “dare/avere”. E controllare che il tasso di interesse corrisposto non sfori in usura. Tenendo anche conto dei dati e delle norme vigenti negli anni di riferimento.

Necessario, quindi, essere affiancati da professionisti. In grado di svolgere i calcoli in maniera adeguata e di fare le giuste richieste. Aumentando così il margine di possibilità di vincere la causa e vedersi riconoscere il corrispettivo pagato illegittimamente.

 

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