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Anatocismo e usura: cosa fare se la Banca fa pagare troppo

Anatocismo e usura: cosa c’è da sapere

Non tutti lo sanno. Invece è importante essere informati sull’argomento. Questo perché, in caso anatocismo e usura si sovrapponessero, è possibile chiedere un rimborso. Cosa significa anatocismo bancario? E quando usura e anatocismo possono diventare la stessa cosa? E quindi un reato da denunciare?

anatocismo e usura
Usura o Anatocismo?

Anatocismo e usura bancaria: cosa sono?

Anatocismo o usura non sono la stessa cosa. Il primo è una pratica bancaria legale dal 2000. La seconda è un illecito. Spesso, però, la differenza tra le due cose è sottile. Le Banche, in qualche caso, possono sfociare nell’usura “travestendola” da anatocismo bancario. In questo articolo spiegheremo:

  • cos’è esattamente l’anatocismo.
  • In cosa consiste l’usura.
  • Quando anatocismo e usura diventano la stessa cosa.
  • Come accorgersi di un illecito bancario.
  • In che modo comportarsi se si è vittima di anatocismo a livello usura.
  • La possibilità di fare causa alla Banca e ottenere un rimborso.

Cos’è l’anatocismo

Si dice anatocismo la pratica bancaria che consiste nella capitalizzazione degli interessi. In poche parole, trimestralmente o annualmente, la Banca aggiunge al capitale l’interesse maturato. Così, i prossimi interessi verranno calcolati su un capitale più alto. Il cliente pagherà sempre la stessa percentuale. Ma la cifra assoluta da rendere sarà maggiore di quella pattuita in contratto.

Esempio

Poniamo il caso di un finanziamento di 10.000 euro a tasso 3%.

  • Dopo un mese matura un interesse di 300 euro.
  • La Banca capitalizza a 10.300 euro.
  • Il mese successivo, sempre al 3%, l’interesse è però di 609 euro e non più 300.

Il tasso di interessi percentuale resta fisso. Ma la cifra dovuta aumenta esponenzialmente. In pratica, applicando l’anatocismo, si vanno a creare gli interessi anche sugli interessi.

Questa è una pratica legale

L’applicazione dell’interesse composto è legale. La Banca può farlo. A partire dal 2000. Fino al 1999 era vietato dall’articolo 1283 del Codice Civile. Da luglio 2000, invece, il TUB l’ha reso fattibile.

A patto che:
  • interessi attivi e passivi siano equilibrati.
  • Anatocismo e usura non si sovrappongano. Cioè la somma degli interessi totali non sfoci in usura.
  • Il computo sia regolarmente rendicontato al cliente in modo trasparente.

Se viene a mancare uno di questi elementi il cliente può intentare causa alla Banca. E ottenere un rimborso. Diverse sentenze hanno già concesso la restituzione dell’eccesso a privati o aziende.

Cos’è l’usura

La concessione di denaro a prestito da parte delle Banche è legale. Tuttavia, è una pratica regolamentata. Gli Istituti di Credito non possono stabilire da sé il costo del denaro. Di fatto, quando prestano una somma, applicano alla cifra da restituire un interesse. Questa somma di denaro in esubero deve rientrare in un tasso legale. Che viene calcolato, anno per anno, in base alle fluttuazioni di mercato. Se una Banca fa pagare il denaro oltre la cifra stabilita si sfocia nel reato di usura. Che consiste nel costringere un soggetto a pagare eccessivamente il denaro che ha ricevuto in prestito. Questo è illegale. E può diventare materia di discussione davanti a un Giudice. Che, se accerta il reato, costringerà la Banca e risarcire il cliente.

Quanto spesso capita che anatocismo e usura siano applicati dalle Banche?

Non dovrebbe succedere. Eppure, non sono poche le cause intentate da privati per anatocismo e usura, contro le Banche. Queste ultime si fanno forti del fatto che, spesso, non si sappiano leggere gli estratti conto. E ne approfittano per superare i limiti legali di applicazione di interesse. Alla fine di una restituzione di mutuo o prestito, il cliente, ha pagato una cifra folle in esubero. Composta dalla generazione di interessi su interessi. Questo avviene quando la capitalizzazione è mal-calcolata. Ad esempio, non si stornano gli interessi attivi. Oppure si continuano a generare ulteriori interessi senza fermarli al raggiungimento della soglia usura.

Come accorgersi di essere vittime di anatocismo e usura

anatocismo e usura
Perizia

Se si sospetta di aver pagato troppi interessi è bene chiedere una perizia a un Commercialista o a un Legale specializzato in pratiche bancarie. Quest’ultimo ricalcolerà la capitalizzazione e la generazione di interessi.

Nella fattispecie:
  • controlla che l’anatocismo non sia stato applicato fino al 1999.
  • Si assicura che interessi attivi e passivi siano stati bilanciati.
  • Verifica la soglia usura nei vari periodi storici della pratica.
  • Decide se la rendicontazione è abbastanza trasparente e comprensibile.

Se anatocismo e usura, secondo lui, si sovrappongono, consiglierà al cliente di intentare causa. Se anche il giudice validerà la presenza di anatocismo e usura il cliente sarà rimborsato dell’eccesso pagato.

Quali documenti servono

Se si desidera una perizia bancaria per escludere anatocismo e usura è necessario presentare una ricca documentazione.

  1. Il contratto.
  2. Tutti gli estratti conto ricevuti dall’inizio del contratto.
  3. Eventuali comunicazioni correlate da parte della Banca.

Se si va a causa con la Banca anche quest’ultima dovrà fornire la documentazione. Così che il Giudice possa fare i debiti confronti e stabilirne la trasparenza o meno. Ricordiamo che la trasparenza bancaria è un obbligo legale. Gli Istituti di Credito sono tenuti a garantirla. In caso contrario si tratta di un illecito. Anzi, di un vero e proprio reato.

Quante possibilità si hanno di vincere una causa per anatocismo e usura

In Italia sono già state intentate diverse cause alle Banche per sospetto anatocismo e usura. Laddove è stato riscontrato un totale di interessi pagato eccessivo rispetto ai tassi legali i clienti hanno ottenuto un rimborso. Purtroppo, calcolare gli interessi composti su un lungo mutuo o finanziamento non è così facile. Soprattutto in caso di mutui a tasso variabile. Per questo è utile, in caso di dubbio, farsi supportare da un professionista competente. E richiedere una perizia.

Se anatocismo e usura sono presenti

E’ sempre consigliato intentare causa. Se così risulta, infatti, le sentenze fino ad oggi hanno dato ragione ai clienti. Che si sono visti restituire il denaro pagato in eccesso. Andando così a ristabilire i tassi di interesse legali. Un altro caso in cui la Banca è costretta a rimborsare il cliente riguarda la chiusura del Conto Corrente. Può capitare, infatti, che la Banca accrediti interessi calcolati oltre la data di chiusura. Anche questo rientra negli illeciti bancari sottoponibili all’attenzione di un Giudice.

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Anatocismo interessi passivi: cosa vuol dire? Facciamo chiarezza!

 

Anatocismo interessi passivi: cosa sono?

Esistono ancora molti dubbi sull’esatta definizione dell’anatocismo interessi passivi. Cosa vuol dire esattamente? Cosa sono gli interessi passivi? E che cosa accade quando la Banca esegue la capitalizzazione interessi? Creando così costi aggiuntivi dati dalla somma di interessi sugli interessi? In questo articolo cercheremo di spiegarlo. Così da potersi tutelare.

Interessi passivi: cosa sono e cosa significa

Quando si parla di interessi passivi viene subito in mente il mutuo. Pratica bancaria che gran parte delle persone affronta. Almeno una volta nella vita. Ma anche:

  • finanziamenti;
  • prestiti;
  • rateizzazioni;
  • cessioni per apertura di aziende, attività, ristrutturazioni, implementazioni commercio-aziendali.

L’interesse passivo non è altro che il prezzo che il cliente paga per ottenere denaro in prestito. La Banca, infatti, presta soldi ma questo ha un costo. Espresso in percentuale. Che, mensilmente, viene sommato al capitale da restituire.

Differenza tra interesse passivo e attivo

Interesse passivo

E’ il costo del denaro ottenuto in prestito. Si applica su mutui, finanziamenti, cessioni.

Interesse attivo

Si ottiene quando in prima persona si presta denaro alla Banca. E’ il caso dell’apertura e mantenimento dei Conti Corrente. Infatti, la Banca utilizza i capitali dei clienti e li ricambia pagando una percentuale annua. Che si somma alla cifra depositata sul cc.

Equilibrio tra interessi passivi e attivi

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Mutuo

Detto ciò è d’obbligo fare una precisazione. Quando si accende un mutuo bisogna prima di tutto aprire un conto corrente. Quindi si otterranno sia interessi passivi che attivi. Questi due valori devono essere bilanciati.

Cosa vuol dire?

Che la Banca deve sì sommare gli interessi passivi sul capitale. Ma deve anche stornare quelli attivi, che è lei stessa a dover pagare al cliente. Questo concetto è molto importante. Perché è uno dei casi in cui può presentarsi l’illecito di anatocismo interessi passivi.

Anatocismo degli interessi passivi: è lecito oppure no?

L’anatocismo degli interessi passivi era considerato illecito fino al 2000. Ossia fin quando era regolamentato esclusivamente dall’articolo 1283 del Codice Civile. Da luglio 2000, invece, ci si rifà al nuovo testo del TUB. Che dice che la capitalizzazione degli interessi anatocistici è legale. Attenzione, però.

Solo se:
  • gli interessi anatocistici derivano dal un giusto equilibrio tra attivi e passivi.
  • L’interesse anatocistico, sommato a quello pattuito, non supera la “soglia usura”.
  • La Banca è trasparente nella rendicontazione trimestrale e annuale.
  • L’interesse anatocistico è calcolato a partire dal 2000. Tutti quelli precedenti a questa data devono essere cancellati. E non messi in conto al cliente.

Interessi anatocistici: signifcato

Cerchiamo di vederci chiaro. Cosa sono gli interessi anatocistici passivi e cosa comportano?

Ecco un esempio molto semplice.

Il cliente chiede un mutuo di 20.000 euro. Si applica il tasso del 3% mensile sulla somma richiesta. Il primo mese il cliente dovrà versare 600 euro di interessi. La Banca li capitalizza. Quindi, il secondo mese il capitale risulterà essere 20.600 euro. E il cliente dovrà versare 1.218 euro di interessi, non più 600. Pur tenendo fisso il tasso al 3% la somma risulterà ampiamente maggiore rispetto a quella pattuita in contratto. Si generano interessi su interessi. Con il risultato che, alla fine, il cliente avrà pagato molto di più. Naturalmente, ricordiamo che a questo calcolo vanno stornati gli interessi passivi. Che sono quelli che la Banca deve al cliente per aver aperto il Conto Corrente presso di lei.

Verifica dell’anatocismo interessi passivi

anatocismo interessi passivi
Calcolo Interessi

Il calcolo degli interessi non è semplice. Quindi non è facile scoprire un caso di anatocismo interessi passivi. Perché vanno considerate molte variabili.

  • Il tipo di contratto.
  • Le clausole contrattuali.
  • La percentuale del tasso d’interesse.
  • La capitalizzazione trimestrale.
  • Il bilanciamento tra interessi attivi e passivi.
  • Eventuali interessi generati dalla mora. Cioè dal mancato pagamento, o ritardo, di una o più rate.
  • Il sistema bancario soggettivo di capitalizzazione. Cioè se trimestrale o annuale.
  • La data di inizio della capitalizzazione. Se ante o post 2000.

Per tutti questi motivi, se si sospetta anatocismo bancario, meglio chiedere una perizia.

In cosa consiste una perizia di anatocismo interessi passivi?

Se si sospetta di essere vittima di anatocismo interessi passivi illecito bisogna rivolgersi a un Commercialista. O a un Legale specializzato in pratiche finanziarie. Questi eseguirà una perizia. Ossia un accurato ricalcolo del pagato alla Banca. Tenendo conto di tutti i fattori di cui sopra. Se risultasse qualche illecito si può intentare causa all’Istituto di Credito. Che sarà obbligato a restituire la somma pagata in eccesso. Esistono già diverse sentenze dei Tribunali a favore di clienti che hanno subito anatocismo interessi passivi.

Come si può ottenere una perizia per anatocismo interessi passivi?

Per poter richiedere una perizia, ed eventualmente fare causa, è importante fornire adeguata documentazione. Ecco l’elenco dei documenti necessari.

  • Documenti di riconoscimento del cliente. O dell’azienda per conto della quale si è stipulato il mutuo. O il finanziamento.
  • Estremi del Conto Corrente sul quale si è acceso il mutuo.
  • Documentazione di eventuali co-intestatari.
  • Tutti gli estratti conto inviati dalla Banca dal giorno dell’apertura del Conto Corrente.
  • Il contratto originale e cartaceo firmato alla Banca.
  • Eventuale contratto di acquisto dell’immobile sul quale c’è acceso il mutuo. O di qualunque altro bene per il quale si è aperto finanziamento.
  • Tutte le comunicazioni Banca-Cliente e viceversa in proprio possesso.

Perché tutto questo?

Innanzitutto per verificare i conteggi. In secondoluogo perché la trasparenza bancaria è fondamentale. Se una Banca non ha rendicontato in maniera chiara la capitalizzazione non può applicare anatocismo interessi passivi. E questo diventa un punto a suo sfavore in caso di intentata causa per richiesta di rimborso. Lo stesso Istituto di Credito è chiamato a fornire la sua documentazione. Così da poter confrontare il materiale in suo possesso con quello del cliente.

Se esiste illecito anatocismo su interessi passivi cosa si può fare?

Se il perito constata un illecito anatocismo su interessi passivi da parte della Banca intenta causa. Nel caso l’illecito sia confermato dal Tribunale il cliente ha diritto a un rimborso. Di tutta la somma eccedente.

Questo può succedere se:
  • la Banca non si è attenuta alla norme di trasparenza.
  • Ha applicato anatocismo interessi passivi in data antecedente al 2000.
  • Non ha stornato gli interessi attivi dalla capitalizzazione dei passivi.
  • Il totale degli interessi, percentualizzato, supera la soglia di usura.
  • Gli interessi anatocistici sono stati conteggiati anche a chiusura del Conto Corrente.

 

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